Speciale osteoporosi: l’importanza della prevenzione

L’osteoporosi è una malattia cronica e debilitante, che rende le ossa porose e fragili e le predispone a un aumento del rischio di fratture, soprattutto di corpi vertebrali, polso, femore, bacino e braccia.
Se non si interviene con la prevenzione o la cura, questa malattia, spesso indicata come ‘epidemia silenziosa’, può progredire in modo asintomatico sino alla frattura dell’osso. Spesso infatti la diagnosi arriva solo in conseguenza alla prima frattura.

smoking-3-osteoporosis

Fattori di rischio
Fattori di rischio principali dell’osteoporosi sono dunque l’età, il sesso femminile, la razza bianca, una storia di osteoporosi in famiglia, una menopausa precoce (prima dei 45 anni) e una costituzione magra (indice di massa corporea inferiore a 18 kg/m 2).
Assumono una certa importanza anche l’abuso di bevande alcoliche e di nicotina, una scarsa attività fisica, un’alimentazione povera di calcio e una scarsa esposizione al sole.
L’assenza di fattori a rischio non esclude comunque la possibilità di un’osteoporosi: infatti il 30% di donne malate non presenta nessun fattore di rischio.

fumo-le-nuove-misure-dell-unione-europea_2764

Chi e quanti ne sono colpiti
L’osteoporosi può colpire ogni età, ma il picco di incidenza è nell’età matura e anziana.
Le donne in post-menopausa sono esposte a un rischio maggiore perché gli estrogeni, che diminuiscono con la menopausa, giocano un importante ruolo protettivo sull’osso.
Le donne più a rischio sono quelle che entrano in menopausa precocemente (prima dei 45 anni). Anche una menopausa chirurgica è tanto più negativa per lo scheletro quanto più è stata eseguita presto nella vita.

donne

In Italia l’osteoporosi colpisce una donna su quattro oltre i 40 anni (contro il 17% degli uomini di pari età), il 33% delle donne che hanno tra i 60 e i 70 anni e ben il 66% di quelle al di sopra degli 80 anni. In totale, riferisce ONDA (Osservatorio Nazionale per la Salute della Donna), ci sono oltre 3,5 milioni di donne colpite dalla malattia; ogni anno nei reparti ortopedici giungono 100 mila donne con fratture femorali e 200 mila con fratture vertebrali e, come detto, sono circa il 20% del totale.

osteoporosi

Seguire una dieta bilanciata, ricca di frutta e verdura e povera di grassi. No alle diete drastiche e ai cambiamenti repentini di alimentazione. All’eccessiva magrezza è preferibile un moderato sovrappeso, che fa “da cuscino” all’osso.

La borsa della spesa ideale. Prodotti ittici: alici, calamari, polpo, cozze e mormora. Verdure: rughetta, agretti, radicchio verde, broccoli e indivia. Cereali: pane di segale. Latticini: latte di mucca o capra, yogurt, formaggi vari.

Calcio, vitamina D e proteine: dieta e integratori. Cibi da privilegiare: latte e, più in generale, latticini e derivati. Sono ricchi di calcio, principale responsabile della mineralizzazione ossea. Le donne in post-menopausa dovrebbero assumere almeno 1.200 mg al giorno di calcio. Obbligatori in tavola, tre volte alla settimana, prodotti caseari stagionati. Ottimi: salmone, sgombro, tonno, aringhe, sardine, tutti pesci ricchi di vitamina D, indispensabile per l’assorbimento intestinale del calcio e dunque per il nutrimento delle ossa. Dopo i 50 anni, calcio e vitamina D possono essere assunti anche sotto forma di integratori. La supplementazione a base di calcio è in grado di ridurre del 12% il numero delle fratture. Si dovrebbe prendere in considerazione anche una supplementazione proteica, specie dopo una frattura: infatti, secondo uno studio recente condotto su donne anziane e magre affette da frattura dell’anca, le proteine aumentano la densità ossea.

Bere spesso. Bere un bicchiere d’acqua a digiuno la mattina prima di fare colazione. Altrettanto importante è bere spesso durante tutta la giornata. Scegliere l’acqua in base alla presenza di calcio secondo la tabella nutrizionale riportata sulle confezioni.

Praticare esercizio fisico in relazione al peso corporeo: una semplice camminata a un ritmo sostenuto per almeno un’ora alla settimana diminuisce il rischio di fratture dell’anca del 6%, mentre donne decisamente più attive possono ridurlo del 50%. In alternativa, saltare la corda, ballare, fare le scale a piedi: impegnano il cervello e fortificano ossa e muscoli. Se necessario, associare sedute di laserterapia, elettroterapia (Tens), massoterapia sportiva, curativa o rilassante.

Seguire stili di vita sani, senza alcol, fumo e droghe. Uno studio recente ha confermato che le donne fumatrici (anche pregresse) in post-menopausa presentano un aumentato rischio di fratture dell’anca. L’abuso di bevande alcoliche è associato a un aumento significativo di tutte le fratture su base osteoporotica.

Stare il più possibile all’aria aperta ed esporsi alla luce del sole, con gambe e braccia scoperte. La vitamina D è infatti sintetizzata a livello cutaneo dall’organismo grazie all’azione dei raggi ultravioletti.

Assumere con attenzione alcuni farmaci, come i tranquillanti e gli antidepressivi, che influiscono sulla perdita di massa ossea.

Adottare tutte le strategie in grado di minimizzare il rischio di cadute: calzature adeguate, correzione di eventuali difetti del visus o di patologie dell’orecchio, eliminazione di eventuali barriere architettoniche e di pavimentazioni scivolose, buona illuminazione ambientale ecc.

Quando appropriato, eseguire esami per definire la densità minerale ossea ed eventualmente sottoporsi alle terapie del caso.

310179

(fonte farmitalia.net)

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s