Piede diabetico

Il diabete è una patologica estremamente complessa ed oggi è sempre più evidente come i problemi principali non sono più quelli legati alla sopravvivenza, ma quelli legati alle complicanze croniche che subentrano ( retinopatie, nefropatie, arteriosclerosi periferiche, malattie coronariche, insufficienza cerebrovascolare, infarto del miocardio ecc), tra queste un ruolo sempre più rilevante è assunto da quella che va sotto il nome di “piede diabetico“, questa complicanza comporta un sempre maggior numero di ricoveri ospedalieri.

“Per piede diabetico si intende l’insieme delle alterazioni morfologiche e funzionali (ossee, articolari e cutanee) secondarie alla presenza di ateropatia ostruttiva periferica (AOCP) e/o neuropatia diabetica. Si caratterizza per la presenza di ulcerazioni, spesso complicate da infezioni cutanee (ulcere infette) e ossee (osteomieliti ) che, se evolvono verso la gangrena rendono l’amputazione l’unica soluzione terapeutica possibile.”

Pensate che pur rappresentando la popolazione diabetica all’incirca il 3% della popolazione generale, più del 50% di tutte le amputazioni maggiori riguardano proprio i diabetici. Ma il fatto che più deve far riflettere è che su 100 diabetici amputati circa 84 hanno avuto come causa dell’amputazione un’ulcera del piede aggravatasi nel tempo. Le persone affette da diabete (soprattutto se non ben trattato) sono infatti più soggette alle infezioni delle persone non diabetiche e sono anche meno in grado di combatterle efficacemente a causa dell’indebolimento del sistema immunitario. E’ evidente quindi che se si vuole ridurre il numero delle amputazioni è necessario migliorare la capacità di curare efficacemente e precocemente l’ulcera.  Va dunque fatta una considerazione importante : il piede diabetico è nella maggior parte dei casi la punta di un iceberg, al disotto della quale coesistono un insieme di altre patologie, legate direttamente o meno al diabete, che necessitano a loro volta di essere curate contemporaneamente al piede.

Piede Ischemico

Le caratteristiche della arteriopatia cronica ostruttiva (AOCP) consistono in lesioni e stenosi (chiusura dei vasi) delle arterie periferiche, responsabili di ridurre drasticamente il flusso di sangue e, pertanto, di sofferenza ischemica della gamba e del piede che hanno vasi di calibro più piccolo rispetto alle arterie della coscia, risulta quindi più difficile intervenire terapeuticamente su di esse. Inoltre nel diabetico si manifesta la mancanza del sintomo più precoce dell’arteriopatia periferica: la “claudicatio”.

Piede Neuropatico

Il piede è un organo complesso che esplica la sua funzione fornendo informazioni al cervello sotto forma di sensazioni e ricevendo da questo ordini motori. Le informazioni sensitive ci avvertono della temperatura e delle condizioni del terreno su cui camminiamo. Ad alterare questi equilibri sono: il danneggiamento dei nervi periferici degli arti inferiori e dei piedi causato dagli elevati livelli di glicemia sulle fibre nervose; e le lesioni che l’iperglicemia può provocare nei vasi.

La neuropatia sensitiva colpisce le fibre nervose che inviano le sensazioni al cervello. La conseguenza più grave è la diminuzione della soglia del dolore, ciò consente ad un trauma di perdurare nel tempo tanto da determinare una lesione senza la percezione di alcun segnale premonitore.

La neuropatia motoria invece colpisce le fibre nervose che innervano i muscoli del piede. Tipicamente nel diabetico con neuropatia motoria si crea uno squilibrio tra muscoli estensori e flessori e un conseguente sbilanciamento tra le varie strutture tendinee, che squilibreranno a loro volta le relative articolazioni. Questo determina un ipercarico (punto di maggior appoggio-pressione) cui consegue “un’ipercheratosi”, comunemente detta callosità della pianta del piede.

Infine l’influenza della neuropatia autonomica è molto meno conosciuta, ma altrettanto grave.  La conseguenza più immediatamente visibile è la secchezza (anidrosi), che può provocare fissurazioni (taglietti) della cute, soprattutto al tallone, che sono una facile porta di ingresso per i germi, altro aspetto è l’edema della gamba e del piede.

Il piede infetto

Una complicazione frequente e pericolosa di un’ulcera è l’infezione. Un’ulcera infetta può mettere a repentaglio non solo il salvataggio d’arto ma la vita stessa del paziente.  L’infezione si instaura nella maggior parte dei casi su un’ulcera aperta da molto tempo e non adeguatamente curata. L’infezione spesso è la causa che determina la necessità di un’amputazione. Due sono i tipi di lesioni infette:

  • piede diabetico acuto (infezione che mette a repentaglio la gamba)
  • piede diabetico cronico (infezione che mette a repentaglio la vita)

Prevenzione

  • Ispezionare e lavare ogni giorno i piedi
  • Controllare la temperatura dell’acqua col gomito o col termometro
  • Asciugare bene ma delicatamente, eventualmente con phon
  • Usare calze che non stringano e cambiarle ogni giorno
  • Idratare il piede se secco con creme specifiche
  • Non usare callifughi o strumenti taglienti per le callosità
  • Tagliare le unghie con forbice a punte smusse, arrotondare con lima di cartone
  • Non camminare a piedi scalzi
  • Non usare fonti di calore dirette (borse d’acqua calda, calorifero, camino, etc)
  • Usare scarpe comode con punta rotonda e tacco non superiore a 4 cm
  • Quando si calzano scarpe nuove, controllare il piede dopo pochi minuti di cammino.

Per la presenza di zone di iperpressione plantare si consiglia l’uso di plantari che permettano un riequilibrio dei picchi pressori e di scarpe adatte, così da difendere il piede da frizioni e pressioni.

Fonti: http://www.infermierimilano.it; http://www.scienzaeconoscenza.it;

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