Back to school: 3 aspetti da non trascurare

Il rientro a scuola è un momento dolce/amaro per le famiglie; dopo la pausa estiva e la condivisione del tempo, il ritorno alla routine e all’autonomia, spesso è considerato dai genitori un fattore positivo.

Ci sono tuttavia degli argomenti caldi in relazione al ritorno al scuola che vale la pena di affrontare per una gestione consapevole.

1. “NON VOGLIO TORNARE A SCUOLA, NON RIESCO A STUDIARE NE’ A CONCENTRARMI”

L’estate ha spesso la pesante controindicazione di scombinare la routine, sovvertendo orari e schemi quotidiani e ristabilire disciplina e doveri è spesso stancante al pari di una seduta di braccio di ferro.

Cosa fare? Provare a stilare semplicemente un programma giornaliero che coniughi doveri e gioco e tentare di eseguirlo il più possibile, ecco alcuni consigli:

  • Nelle due settimane precedenti al rientro a scuola, anticipare progressivamente la sveglia del bambino per non vivere il risveglio in modo traumatico
  • Stabilire un coprifuoco serale per non perdere ore di sonno e riposo
  • Prediligere un’alimentazione sana, semplice e ricca di omega 3 che favoriscono memoria e lucidità mentale
  • Che siano compiti delle vacanze o altri lavoretti, assegnare al bambino ogni giorno, nelle settimane precedenti all’inizio della scuola, esercitazioni o commissioni, lo aiuta a sviluppare il senso del dovere e a recuperare concentrazione. Chiedetegli di aiutarvi a cucinare o a sistemare uno spazio, condividere piccoli impegni con voi lo responsabilizzerà
  • Ricominciare lo sport: praticare un’attività sportiva di squadra o individuale è il modo migliorare per far comprendere ad un bambino, attraverso il gioco, il senso della disciplina, della costanza, dell’impegno e dell’essere parte di una comunità
  • Che la si abbia o meno sviluppata nel tempo, riprendere l’abitudine della lettura serale di un libro o di una storia è uno dei metodi più efficaci per abituare il bambino a concentrarsi e ad apprendere: la lettura a voce alta potenzia la capacità di ascolto, mantiene alta la concentrazione, abitua la mente a mettere insieme, organizzare e ricordare una grande quantità di informazioni, aiuta a leggere fra le righe
  • Cercare di trasmettere l’idea che lo studio sviluppa l’autonomia personale, saper leggere, scrivere, orientarsi permettono al bambino di fare più cose da solo

Infine, nei bambini più emotivi, può verificarsi un leggero stato di tensione all’approssimarsi della scuola, una vera e propria ansia da prestazione in cui il bambino soffre al pensiero di dover competere ed essere giudicato su obiettivi e risultati.

L’unico consiglio valido è di approcciare lo studio come un gioco, senza caricare il bambino del timore di sbagliare, ma cercando di favorire il lato ludico di un’attività mentale.

Per migliorare la qualità del riposo e favorire la concentrazione, possono risultare efficaci tisane specifiche a base di melissa e tiglio oppure cure ricostituenti a base di integratori per rifornire il nostro organismo di vitamine e minerali.

2. COSA GLI DO’ A MERENDA?

  1. NO ai cibi già confezionati, spesso sono ricchi di zucchero e prevedono una digestione complessa che sottrae energie e concentrazione al bambino
  2. SI al panino, è una soluzione pratica, veloce e nutriente: il quantitativo di pane non deve superare gli 80 gr.
  3. Dovrebbe contenere al massimo il 10% del fabbisogno calorico quotidiano di un bambino: 100/125 calorie se non si hanno ancora 10 anni, 200 se parliamo di un adolescente
  4. Prediligere carboidrati e proteine, accompagnati quando è possibile da ingredienti ricchi di fibra. Un esempio? Panino caprese con mozzarella e pomodoro o con prosciutto sgrassato e formaggio spalmabile o ancora frutta e cereali.
  5. Preferire pane fresco anziché pane a cassetta o altre tipologie che spesso contengono conservanti e zuccheri

3. SI TORNA A SCUOLA E TORNA L’INCUBO PIDOCCHI

C’è poco da fare, con parassiti come i pidocchi bisogna fare i conti ogni anno e metabolizzare che non si tratta di un problema di igiene. Anzi più puliti sono i capelli, più facilmente il pidocchio prolifererà.

Non esiste prevenzione più efficace se non quella di controllare due volte a settimana i capelli del bambino con il pettine a denti stretti: il metodo migliore è con i capelli bagnati, dopo aver diviso la capigliatura in ciocche, far scivolare il pettine dal basso verso l’alto e viceversa. Dopo il passaggio su ogni ciocca scuotere il pettine sopra un foglio di carta bianca per vedere se ci sono tracce o uova.

Le uova sono di colore bianco traslucido o scure, marrone scuro, sono attaccate alla base del capello e prediligono la zona della nuca e dietro le orecchie.

Il sintomo più evidente è il prurito, peggio se accompagnato da lesioni da prurito.

I pidocchi possono resistere in testa per un mese, ma non più di due giorni nell’ambiente; hanno infatti bisogno di una temperatura ambientale simile a quella del corpo umano per sopravvivere

Il trattamento più efficace è l’insetticida, leggere bene le istruzioni e la profilassi di applicazione. Il trattamento ha maggiore efficacia se viene eseguito su tutta la famiglia e se vengono “bonificate” anche lenzuola, asciugamani e abiti. I pidocchi resistono fino ad una temperatura di 50 gradi, con un bucato a 60 gradi si può ragionevolmente avere certezza del risultato.

Infine dopo aver eseguito il trattamento insetticida effettuare un risciacquo dei capelli con acqua e aceto; le proprietà sgrassanti dell’aceto scioglieranno la sostanza collosa che permette a uova e parassiti di rimanere ancora alla base del capello.

Speriamo di esservi stati utili!

Buon rientro a scuola ai vostri piccoli!

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